Mezzi di trasporto all'avanguardia: la bicicletta a idrogeno.
Tutti sappiamo che la bicicletta è il mezzo di trasporto più ecologico, ma talvolta le distanze o le pendenze scoraggiano la buona volontà degli aspiranti ciclisti. Però, per chi vuole la bicicletta ma non vuole o non può pedalare (o almeno non sempre), la bicicletta a pedalata assistita è già da tempo una realtà, anche se ancora non molto diffusa: si tratta di una bici “potenziata” con un motore elettrico ausiliario, che affianca il ciclista nei tragitti più lunghi, oppure nelle salite.
La novità è che alcuni laboratori hanno finalizzato prototipi di biciclette in cui tale motore viene alimentato con un combustibile che non inquina: l’idrogeno, che assicura il rispetto dell’ambiente perché fa funzionare un sistema a emissioni zero.
L’idrogeno è una fonte di energia pulita, perché non genera anidride carbonica né polveri sottili, ma solo vapore acqueo; esso è inoltre economico, perché è disponibile in natura, e può essere utilizzato in tutta sicurezza: viene infatti immagazzinato allo stato solido e, combinandosi con l’aria, aziona la cella combustibile che fornisce al motore l’energia necessaria.
Tra i progetti più promettenti per la due ruote del futuro c’è quello realizzato dall’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del CNR di Messina in collaborazione con la Tozzi Renewable Energy (Tre SpA) di Ravenna, società attiva nell’ambito delle fonti rinnovabili: presto la bici a idrogeno che hanno messo a punto potrebbe essere disponibile sul mercato.
I vantaggi? Con un “pieno” che costa solo 18 euro è in grado di funzionare per 150 chilometri, con un costo al chilometro di 12 centesimi; in confronto alle attuali bici elettriche ha dunque maggior autonomia, a parità di peso, e tempi di ricarica molto più contenuti: solo 15 minuti, rispetto alle sei-otto ore di una batteria convenzionale.
Secondo i progettisti, il problema del rifornimento potrebbe invece essere superato installando dei distributori in grado di estrarre idrogeno dall’acqua sfruttando l’energia solare; i costi del combustibile sarebbero dunque mantenuti bassi e il processo rimarrebbe ecologico.
La diffusione della bicicletta a idrogeno potrebbe così aprire la (buona) strada verso tecnologie “pulite” anche alle automobili, in un’ottica di mobilità realmente sostenibile che rispetti l’uomo e l’ambiente.
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